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Filosofia della scuola

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Filosofia della scuola

Oggi ci rendiamo sempre più conto che il mondo della formazione può realizzare un vero salto di qualità solo facendo sistema; così come l’agire professionale, molti di noi oggi per lavorare hanno bisogno di fare rete, di unirsi ad altre figure professionali con possibilità di azione diverse, di possedere più competenze e abilità, per consolidarsi al fine di far fronte alla complessità ed alle difficoltà che caratterizzano il nostro paese.
Per questo la formazione non deve più essere residuale ma "allargata"; cosa vuol dire? Trattare un tema specifico confrontandolo con tutti quegli elementi che ruotano internamente ad esso; parliamo di luoghi, di organizzazione, di regole professionali, di marketing e di comunicazioni nonché degli aspetti legislativi relativi alle professioni psicoeducative, del tempo libero e del benessere, che non possono non essere  osservati. In questo scenario una sfida chiave risulta quella di ri-formare e ri-strutturare l’architettura e il funzionamento del modo di fare formazione, per renderlo adeguato alle esigenze attuali. Ciò su cui ho sempre puntato durante il mio lavoro di formatrice, oltre a presentare contenuti specifici in materia pedagogica, psicomotoria e acquaticopsicomotoria è stato quello di offrire in parallelo esperienze per la crescita personale della persona.  Al di là dal tema specifico nel corso dell’anno i corsi di formazione si sono prestati ad ospitare discussione e confronto tra diverse figure professionali e tra questi ultimi e i genitori  che il più delle volte rappresentano i destinatari delle attività, coloro che ingaggiano i professionisti per le attività destinate ai loro figli. Da queste esperienze il professionista in formazione acquisisce non solo specifiche competenze ma anche il senso del fare e strumenti trasversali necessari per far fronte alle complessità odierne. Durante i corsi l’attenzione è posta al contesto acquatico ma non solo, dall’acqua ci spostiamo filosoficamente e pragmaticamente alla terra e cerchiamo di indirizzare a modalità operative che tengano in considerazione più possibilità di progettazione e che associno le attività terrestri a quelle acquatiche. Molti degli operatori formati, seguendo l’orientamento fornito, oggi conducono attività collaborando con i colleghi ed hanno dato vita a progetti, realtà associative, studi. La nostra formazione è una specie di “superblending” [D. Boldizzoni e R. C.  D. Nacamulli], di fusione, che ci porta oltre l'aula ed il setting in modo da  integrare adeguatamente metodi e strumenti diversi, presenti attualmente e disponibili; nell’ottica di una "pluralità di approcci" rispetto a metodi, strumenti e setting formativi tradizionali.  Tutto ciò diviene possibile poiché l’attenzione alla persona in formazione è per noi centrale, l’argomento è importante ma la persona è fondamentale; non vi è formazione se non c’è un parallelo sviluppo della persona, delle sue potenzialità, dello sviluppo della consapevolezza sulle proprie capacità di azione, sul potenziale del bagaglio esperienziale e formativo posseduto. Ciò presuppone che anche i professionisti della formazione adottino una diversa articolazione delle competenze e una diversa organizzazione delle scene formative nonché un’adeguata preparazione in più ambiti di competenza.  Rispetto alla durata dei corsi, una formazione che presuppone il sapere del corpo e del movimento non può ridursi ad una formazione take away, da prendere e portare via come un prontuario d’informazioni pronte all’uso. Avere la responsabilità di guidare gli altri è una cosa seria specialmente se si agisce attraverso il corpo e il movimento. Questo lo possiamo raccontare ma è riscontrabile in tutti coloro che testimoniano di corsi dove hanno imparato a condurre i fatiditi 8-10 incontri e poi non possedevano altri strumenti e si trovavano costretti a replicare quanto già fatto perdendo così l’utenza che, satura, decideva di non continuare poiché non motivata.
Per tale ragione dalla formazione in gruppo si prosegue con la formazione one-to-one, di aiuto personalizzato, centrata su una persona o un gruppo di lavoro, con contributi di counselling per lo sviluppo delle competenze, mediante il ricorso al coaching, al mentoring, alle sessioni di team building in outdoor, agli interventi per l’analisi, l’individuazione e lo sviluppo della leadership e delle attività.
Tale impostazione  giustifica anche la nostra scelta delle sedi di formazione che sono per le loro caratteristiche molto vicine agli ambienti dove i futuri operatori andranno ad agire la propria professionalità. Niente sale d’albergo, lontane dalle situazioni di lavoro reali e non idonee alla sperimentazione del corpo e del movimento e che non permettono setting formativi laboratoriali adatti al learning by doing. Così come il numero di partecipanti, un evento ospitante sessanta persone per noi rientra nella categoria convegno-seminario e non nella categoria corso di formazione. Un numero elevato di utenze permette alcune cose ma non la sperimentazione diretta del lavoro che ad un certo punto diventa corporeo. Non si può parlare di corpo, senza sperimentarlo. Per questo motivo è stata da tempo da noi scelta di un’impostazione non unidirezionale che privilegia tavoli di discussione volti allo scambio e al confronto teorico-pratico. I laboratori sono per noi la chiave di volta per uscire dalla formazione avendo maturato un fare improntato sull’approccio di ricerca-azione, sul come fare a plasmare tutti gli elementi essenziali per programmare, progettare e condurre nuove attività e iniziative utilizzando metodi che fanno ampio ricorso alle forme espressive e alle metafore proprie del cinema, del teatro, della letteratura, come luogo d’incontro - e di scontro - fra saperi differenti per arrivare "in profondità".
A noi non serve promuovere sostituzioni di un metodo con un altro, in competizione tra loro, quanto piuttosto quello dell’integrazione e della partnership fra un’ampia gamma di metodologie e di approcci.
Per quanto riguarda la durata dei corsi abbiamo lavorato sulla progettazione formativa al fine di far incontrare l’aspetto economico con quello della qualità. Perciò abbiamo integrato le giornate di formazione in presenza (che presuppongono sempre dei costi per l’utenza) con moduli integrativi online e abbiamo deciso di adottare delle strategie di accompagnamento durante il tirocinio che prevedono la possibilità della sua realizzazione grazie a differenti modalità (supervisione, consulenza, scambio e confronto, riflessione e rielaborazione, visione di filmati delle attività) che oltre a non lasciare mai solo il soggetto in formazione nello stesso tempo ne rispetti i tempi e gli impegni lavorativi e personali.


Dott.ssa Moira Faustini.