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Acquapsicomotricità Neonatale

Piscina per 0-3 anni - corsi per istruttori

Acquapsicomotricità Neonatale

Le attività in piscina per neonati, nel nostro approccio, sono attività che vogliono come protagonisti i genitori ed i loro bambini, entrambi contemporaneamente presenti in acqua. 
L’operatore abbandona il ruolo di conduttore lasciato appunto al genitore, per assumere quello di regolatore e regista delle scene educative. Le proposte acquatico-psicomotorie vengono suggerite e non imposte con schemi rigidi e uguali per tutti. Si lascia al genitore ed al proprio bambino tutto il tempo necessario per sperimentare e sperimentarsi, senza doversi preoccupare di ciò che fanno gli altri. Le attività sono suddivise in due gruppi distinti per fasce d’età: il primo rappresenta il corso base dedicato ai più piccolini (3-18 mesi) ed il secondo dedicato ai bambini più grandi(18-36 mesi); prevede sempre il coinvolgimento del bambino e del genitore ma secondo una forma diversa rispetto al primo. Tale attività è più strutturata, lo sfondo è sempre a base ludica, l’operatore modifica il proprio ruolo che da regolatore diventa conduttore e le proposte acquatico-psico-motorie offerte sono rivolte a tutto il gruppo (10 bambini circa) e non più solo al singolo bambino. Nell’attività l’attenzione è rivolta al mantenimento di una buona cooperazione da parte dei genitori ed alle istanze atte a favorire il manifestarsi delle prime forme di socializzazione. In questo contesto l’acqua rappresenta un elemento privilegiato all’interno del quale il bambino vive un’esperienza fatta di holding, handling, object presenting, percezione e relazione, ma anche sorrisi, piacere, rilassamento e non di tecnicismi e pratiche di addestramento. Il compito dell’operatore assume, quindi, caratteristiche volte allo sviluppo delle potenzialità presenti, stimolando il corretto evolversi dell’esperienza.
Un corretto approccio alla conduzione dell’attività da parte dell’operatore non dovrebbe limitarsi al momento in acqua, ma dovrebbe precedere l’ingresso in piscina, cominciando a conoscere i fruitori del servizio al di fuori dell’acqua, nello spogliatoio, al fine di costruire una cornice comunicativa e relazionale volta a circoscrivere in modo funzionale agli obiettivi prefissati, attori, protagonisti, contenuti. Anche i momenti d’incontro prima dell’entrata in vasca possono essere l’occasione per creare una comunicazione efficace e professionale con i genitori, magari per presentare l’attività, anticipare i contenuti dell’incontro, formare il gruppo con il quale si andrà a lavorare, oppure curare il ricongiungimento dei partecipanti in seguito alla separazione alla fine di ogni incontro. 
L’acquapsicomotricità può essere impiegata anche all’interno degli asili nido. L’idea alla base di tale iniziativa è stata quella di poter sperimentare un’attività di acquapsicomotricità in questi ambienti gestita da operatori e insegnanti. Il progetto è stato considerato e accolto in molte realtà in modo positivo. La nostra formazione acquatico-psicomotoria è finalizzata infatti, a fornire tutti gli elementi per poter gestire un’attività realizzata in acqua ed erogata e condotta dalle insegnanti stesse e/o in collaborazione a figure professionali esterne che le accompagnano durante le prime esperienze in acqua. L’acquapsicomotricità è in grado anche di volgere lo sguardo alle situazioni caratterizzate da bisogni educativi speciali. Le attività a tal proposito saranno il modo di dar concretezza a progetti a sfondo sociale-educativo-rieducativo che, a seconda della finalità, possono conseguire differenti obiettivi quali per esempio: il ripristino della relazione madre e bambino, progetti di prevenzione per il rischio di depressione post-parto, il fornire una palestra esperienziale naturale, rispettosa e gentile nel caso di bambini prematuri ecc. Progetti articolati che vogliono sul campo, per essere realizzati, la partecipazioni di più partner istituzionali e professionali e, ciò da sempre, almeno per la nostra esperienza, ha visto l’instaurarsi di collaborazione che hanno dato vita ad un consistente lavoro di rete, fondamentale per la crescita di ognuno di noi. (Dott.ssa Moira Faustini)

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